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Match Report·09 Mag·Redazione Paina

Galetti, Bennato e tanto carattere: il Paina batte l'Albiate 2-1

Vittoria di sostanza contro la vincitrice dell'altro girone playoff. Si parte forte, si soffre nella ripresa, si tiene fino al triplice fischio.

Era una partita a cui non si poteva arrivare distratte, e così è andata. Davanti, sull'altro lato del campo, c'era l'Azzurra Oratorio Albiate: la squadra che ha vinto l'altro girone playoff e che, proprio come il Paina, si è guadagnata il pass per la Open A della prossima stagione. Due squadre destinate ad incontrarsi, due squadre che volevano dirsi qualcosa già adesso. E qualcosa se le sono dette eccome.

Si parte fortissimo: 2-0 in venti minuti

Il Paina entra sul campo con le idee chiare e il piede pesante. Al 6' è già 1-0: Giorgia Galetti sblocca la partita raccogliendo un assist preciso di Elena Porta, che premia la pressione alta delle prime battute. L'Oratorio applaude, l'Albiate accusa, e il Paina non leva il piede dall'acceleratore. Tredici minuti dopo, al 19', arriva il raddoppio: Michela Bennato firma il 2-0 con una botta da fuori area, una di quelle conclusioni potenti che ormai sono il suo marchio di fabbrica. Pallone sotto la traversa, esultanza meritata.

Sembra che si possa allungare ancora, ma la qualità dell'avversaria si vede: l'Albiate riesce a non sbandare e prende le misure.

Un secondo tempo da cuore in gola

Nella ripresa la partita cambia faccia. Il ritmo si alza, il contatto fisico anche. L'Albiate trova il 2-1 su calcio piazzato, e la mezz'ora finale diventa una battaglia di nervi prima che di gambe. Le avversarie capiscono dove possono provare a far saltare il banco, e provano a innervosire il Paina con qualche atteggiamento poco sportivo: parole di troppo, contatti cercati, provocazioni mirate. Una di quelle situazioni in cui la cosa più difficile non è correre — è non rispondere.

Su quel piano, va detto, non sempre la nostra reazione è stata all'altezza. Qualche scintilla di troppo, qualche risposta che si poteva risparmiare: cose che capitano, ma su cui c'è da lavorare. Quello che però ha tenuto, e che alla fine ha contato di più, è stato il risultato in campo: il Paina si difende, riparte, lotta su ogni pallone fino al triplice fischio. Non concede il pareggio. Finisce 2-1.

Fuori dal campo, qualche scintilla di troppo

A fine partita la tensione si è prolungata anche fuori dal rettangolo, con discussioni tra le due panchine che sarebbe stato bello evitare. Niente di grave, ma il segnale è chiaro: alzare il livello significa anche alzare la temperatura. È un altro pezzo di crescita che questo gruppo si porta a casa — e su cui dovrà imparare a tenere meglio i nervi.

« È stata una partita vera, di quelle in cui non vinci solo con i piedi. Ci sono cose che dobbiamo imparare a gestire, sia nei momenti in campo sia in quello che ci succede intorno. Ma il risultato lo abbiamo portato a casa, e questo è quello che conta. »

— Miriam Giannì, allenatrice

Tre punti pesanti, e un appuntamento futuro

Il Paina mantiene la rotta nella primaverile e si conferma squadra che sa vincere anche le partite "scomode". L'Albiate, dal canto suo, resta una squadra di valore — ce la ritroveremo davanti molto presto, in Open A, e lì avremo modo di rispondere ancora. Quando si dirà che certe rivalità nascono da una partita, di solito non si scherza: questa è una di quelle.

Per ora due gol in venti minuti, una vittoria stretta tra i denti, e un grazie a chi è venuto a sostenerci all'Oratorio.